"Ma quindi, in pratica, 'sta meccanica quantistica... cos'è?"
Oppure, "Ma, alla fine, 'sta roba a che te serve?"
O ancora, "Ah, se lo dici tu. A me fisica non m'è mai piaciuta..."
Se mi chiedessero di stilare una classifica delle domande più frequenti che ho ricevuto in questi ultimi 5 anni di fisica, queste vi rientrerebbero sicuramente, insieme all'onnipresente "Ma chi te l'ha fatto fa'?!".
Ebbene, premettendo che l'ultima questione me la sono posta io stessa svariate volte, e in tutta sincerità non credo che smetterò di farlo a breve, per il resto avrei delle riflessioni da fare.
Avete mai provato a chiedere ad un medico “Ma quindi, in pratica, 'sta colangite sclerosante primitiva... cos'è?” Probabilmente vi risponderà qualcosa del tipo “la colangite sclerosante primitiva è una malattia colestatica cronica caratterizzata da flogosi e fibrosi obliterativa dei dotti biliari intra e/o extraepatici.” Bene... avete capito qualcosa? Io no di certo, e a meno che non siate medici, credo nemmeno voi: il medico in questione dovrebbe spiegarvi cosa si intende per malattia colestatica cronica e dovrebbe dirvi cosa significa flogosi e fibrosi obliterativa, quantomeno. Perchè magari a capire, seppur vagamente, cosa sono i dotti biliari intra e/o extraepatici, ci arrivate da soli.
E a quel punto sarebbe vostro imprescindibile obbligo morale ascoltare la sua risposta, perchè è stata una conseguenza alla vostra domanda. Ed è se non altro una questione di educazione ascoltare dopo aver chiesto.
Quel medico non si è alzato la mattina con la voglia irrefrenabile di venire a cercarvi e allietarvi con la spiegazione della colangite sclerosante primitiva, certamente aveva meglio da fare.
E a quel punto sarebbe vostro imprescindibile obbligo morale ascoltare la sua risposta, perchè è stata una conseguenza alla vostra domanda. Ed è se non altro una questione di educazione ascoltare dopo aver chiesto.
Quel medico non si è alzato la mattina con la voglia irrefrenabile di venire a cercarvi e allietarvi con la spiegazione della colangite sclerosante primitiva, certamente aveva meglio da fare.
Ecco, la stessa cosa vale per noi """scienziati"""(tra tante virgolette, perchè non c'è da allargasse troppo!): non si può rispondere ad una domanda del genere allo stesso modo di quando chiedete "Secondo te che mi metto?", "Guarda, fuori è fresco, metti una maglia e porta una giacca, per sicurezza". Ci sono dietro concetti un pelo più complessi, che non si possono riassumere in due parole. E diciamocelo francamente, il vostro più totale disinteresse quando parliamo – fidatevi, è evidente: sguardi al cielo, sbadigli mal celati, improvvisa incapacità di rimare fermi al vostro posto, rinnovato ingegno nel trovare un modo per introdurvi nel discorso e cambiare argomento – non ci sprona a cercare di trovare parole semplici e comprensibili, per quanto possibile, per farvi familiarizzare con qualche concetto; quando noi, ironia della sorte, saremmo ben lieti di farlo.
Prendiamo ad esempio un umanista: “Ma, alla fine, 'sta roba a che te serve?” Parliamoci chiaro, a nulla di pratico. I nostri nonni, meglio ancora i nonni dei nostri nonni, che magari lavoravano i campi, ignoravano qualsiasi interpretazione di poesia o prosa, probabilmente non potevano tener banco al pranzo della domenica con dissertazioni sul ruolo della luce nel Paradiso di Dante, e sicuramente non potevano infiammarsi su diatribe circa il riscatto o meno leopardiano ne “La ginestra”; non conoscevano la letteratura straniera, né la filosofia; nessuno gli ha mai spiegato cosa sia il noumeno, o l'io, l'es e il super io; eppure vivevano la loro vita portando in tavola i frutti della loro terra, circondati da figli e nipoti, e morivano sereni. E con ciò? Non foss'altro serva ad assecondare una passione, la vostra è una domanda inappropriata, inopportuna, indelicata.
Personalmente potrei chiedervi a che vi serve sfasciarvi ogni sabato sera fino a non ricordare più chi siete, o quale utilità possa avere andare in giro con 2000 € di vestiti addosso; potrei interrogarvi sul perchè andate in palestra visto che io lo detesto, o come mai preferite uno smartphone ad un libro; ma non lo faccio, perchè quale che essa sia, è una vostra scelta, e non è scritto da nessuna parte che deve allinearsi con le mie di scelte. Potrebbe essere certamente una preziosa occasione di confronto e di crescita, ma vi assicuro che quello non è certamente il modo migliore di porsi per iniziare una discussione di questo tipo.
E infine, anche ammesso che abbiamo trovato il coraggio per sopportare i vostri sguardi vuoti e, peggio ancora, a tratti derisori, anche ammesso che abbiamo sorvolato sulla vostra scortesia e vi abbiamo risposto per condividere con voi i nostri interessi e la nostra passione... non c'è modo peggiore con cui potete decidere di concludere il discorso di “Ah, se lo dici tu. A me fisica non m'è mai piaciuta...”
Perchè lì, signori, scatta il vaffanculo.
Passo, e chiudo.
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